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Sappiamo o almeno sospettiamo tutti che, se quando andiamo al supermercato
perché ci manca il latte, torniamo con due sacchetti pieni e il
portafoglio
vuoto, un subdolo motivo ci sarà. Un meccanismo che ci induce a comprare
più del necessario, a cedere alle voglie, a credere che ci manchi qualcosa che
forse abbiamo già o che forse non ci serve neanche. Fior fior di cervelloni sono
pagati dalle multinazionali e dalle dirigenze dei supermercati stessi per
studiare “psicologia del marketing” e per inventarsi sempre nuove diavolerie
consumistiche.

OSSERVIAMO:
Il modo di fare la spesa è molto cambiato negli ultimi anni. I negozi
tradizionali,(drogheria,macelleria, panetteria..etc...)sono stati sostituiti dai
grandi centri commerciali dove,in un unico luogo,il consumatore può trovare ogni
genere di prodotti,dagli alimentari ai computer.
RIFLETTI:
Che cosa spinge le persone ad acquistare un prodotto al posto di un
altro?Sicuramente interferisce la pubblicità,ma esistono anche altri fattori
interni al punto vendita che ci costringono a vedere e poi ad acquistare il
maggior numero di prodotti possibili:per esempio,spesso il consumatore deve
percorrere molti metri alla ricerca di un prodotto che la settimana prima stava
in un punto d una corsia e adesso e stato spostato. Pensi che ciò sia causale?O
piuttosto faccia parte di una strategia?Perché è importante che il consumatore
si fermi a lungo nel punto vendita?
COME È FATTO UN SUPERMERCATO:
Dopo aver riflettuto sui motivi che possono influenzare le nostre scelte al
momento dell'acquisto,proviamo ora a scoprire quali sono i "meccanismi" che ci
spingono a scegliere un prodotto al posto di un altro. Possiamo dividere tutto
quello che abitualmente acquistiamo in un supermercato in due categorie:
- prodotti ad acquisto programmato,cioè tutto quello che avevamo
deciso di comprare quando abbiamo scritto la lista della spesa, a casa.
- prodotti ad acquisto d'impulso,cioè tutti quei prodotti che sono
entrati nel nostro carrello perché hanno attirato la nostra attenzione e hanno
fatto nascere la nostra voglia di camprarli.
Anche se non ce ne rendiamo conto,quando compriamo qualcosa siamo influenzati
da tanti fattori che condizionano le nostre decisioni: i cartelloni
pubblicitari nelle strade,la canzoncina ascoltata durante uno spot televisivo
ecc.;ma siamo anche influenzati da fattori interni al luogo in cui siamo
entrati. Nel supermercato i prodotti sono disposti nelle varie zone secondo
una precisa strategia,basata su studi relativi a comportamento del consumatore
al momento dell'acquisto. Per analizzare i fattori interni al punto vendita
che ci spingono a scegliere un prodotto è necessario conoscere la struttura
caratteristica del supermercato,che può essere diviso in tre zone. Le
zone a bassa vendibilità sono quelle meno frequentate dal consumatore.
Studiando il comportamento del consumatore nel supermercato,si è scoperto che
le zone meno frequentate sono:
- gli
angoli,
le rientranze e le zone poco visibili;
- i
primi metri dopo l'entrata;
- i
corridoi centrali,dove si entra solo alla ricerca di un prodotto
particolare.
Le
zone a forte vendibilità sono invece:
- quelle vicine alle casse, perché è difficile resistere,mentre si è
fermi in fila, alla tentazione di un pacchetto di caramelle;
- quelle
davanti ai banchi dei salumi e dei formaggi,dove si sosta
per alcuni minuti se c'è un commesso addetto alla vendita;
- i
corridoi
che corrono lungo il perimetro;solo pochi
consumatori,infatti,hanno l'abitudine di percorrere le zone centrali;
- gli
scaffali a destra rispetto al percorso che stiamo seguendo.
Infatti,la maggior parte delle persone spinge il carrello con la mano sinistra
e prende i prodotti con la destra.
IL MARKETING:
Il MARKETING è l’attività aziendale che è volta a monitorare il mercato allo
scopo di comprenderne le necessità, adeguare alle stesse l’offerta aziendale
arrivando anche ad influenzare tali bisogni con strumenti mirati
Tali strumenti mirati, dette LEVE del MARKETING, sono: il prodotto o il
servizio, il confezionamento o la presentazione del prodotto, il prezzo, il
sistema di distribuzione e la promozione o pubblicità sul prodotto o sul
servizio.Quando condotte con riferimento a porzioni specifiche del territorio
nel quale è utile suddividere il mercato globale, le attività di marketing sono
dette GEOMARKETING.
La conoscenza del territorio, tipicamente per il controllo della rete
distributiva ma nel suo complesso per gestire capillarmente il contatto con la
clientela, rappresenta un valore fortissimo per tutte le aziende, in particolare
per quelle che agiscono attraverso reti di vendita che debbono far crescere,
gestire e controllare.
IL GEOMARKETING:
Il GEOMARKETING è un’attività basilare per la corretta gestione delle reti di
vendita.Tale attività è infatti fondamentale per le scelte di posizionamento
delle unità distributive, siano esse punti di vendita, agenti o distributori.
E’ attraverso l’analisi dell’ambiente di riferimento che vengono maturate ed
invalidate le scelte di posizionare nuovi punti vendita, di ricercare franchisee
o di attivare rapporti con agenti o distributori localiPer le aziende di
distribuzione clienti di PROMO RETAIL il forte valore aggiunto del servizio che
quest’ultima può loro offrire parte appunto dalla capillarità della rete di
consulenti che PROMO RETAIL mette in campo, capillarità che si manifesta per
prima cosa con la conoscenza approfondita e sempre rinnovata dei contesti
locali.
L’ORGANIZZAZIONE DELLE ANALISI DI GEOMARKETING
Sia che si tratti di supporto allo sviluppo che di supporto alle
in-store operations, l’analisi di
geomarketing si basa sull’individuazione delle porzioni
di territorio che abbiano caratteristiche tra loro omogenee in termini
geografici e socio socio-economici.La segmentazione del territorio
è fondamentale allo scopo di ben comprendere le caratteristiche di ciascuna area
componente il contesto locale: per questo motivo è
tuttavia importante ricordare che tale pratica non è fine a se stessa. La
segmentazione è finalizzata ad evidenziare le differenze tra porzioni di mercato
ed analizzarle a vantaggio dell’azienda non a crearne artificialmente.Tipica
espressione della segmentazione del mercato, a fini di valutazione delle
caratteristiche e potenzialità di una zona, è la definizione del bacino d’utenza
(o area di attrazione) di un punto vendita o di un aggregato commerciale
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