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Metalli preziosi
Metalli utili

 

Metalli preziosi

 

Oro

Fin dalle epoche più antiche, bellezza e malleabilità hanno fatto dell’oro uno dei materiali preferiti per la creazione di oggetti d’uso ornamentale o cerimoniale. I primi oggetti d’oro da noi conosciuti sono piccole sfere rinvenute in tombe egiziane, risalenti al VI millennio a.C. L’oro era disponibile in grandi quantità nelle zone desertiche dell’Egitto comprese tra la striscia di terra fertile sulla riva orientale del Nilo e il mar Rosso, nonché nella vicina Nubia, a sud del paese. Nel periodo dell’Antico Regno (2778-2220 ca. a.C.) gli oggetti d’oro erano riservati ai faraoni, e soltanto successivamente il loro impiego si estese a nobili e sacerdoti. Erano fabbricati in oro gioielli – pettorali, anelli, orecchini e bracciali – corredi funerari e protezioni per le dita delle mani e dei piedi. Splendido esempio della maestria degli orafi egizi è il sarcofago in oro massiccio rinvenuto nel 1922 nella tomba del faraone Tutankhamon e conservato al Museo egizio del Cairo.

I popoli che si succedettero in Mesopotamia furono tra i maggiori produttori di manufatti in oro dell’antichità; possedevano ricchi giacimenti di questo metallo prezioso anche alcuni paesi mediorientali, tra cui la Siria, la Lidia e la Persia. L’oro era molto apprezzato anche dai capotribù sciti; merce di scambio con le popolazioni a sud del Danubio e delle steppe dell’Asia centrale, il metallo veniva utilizzato per la fabbricazione di pesanti collane, coppe e pugnali.

La lavorazione dell’oro raggiunse alti livelli a Micene e a Creta, mentre nella Grecia continentale la produzione fu di livello modesto, forse anche a causa della difficoltà a reperire il metallo. Le leggi contro il lusso emanate nella Roma repubblicana impedirono un uso diffuso dell’oro, sostituito in primo luogo dall’argento, fino al II secolo a.C.

A partire dall’Alto Medioevo l’oro fu utilizzato per la creazione di oggetti legati al culto e alla liturgia cristiana: croci istoriate, calici, patene, reliquiari rivelano la straordinaria abilità degli orafi dell’epoca. La scoperta del Nuovo Mondo diede ulteriore impulso alla realizzazione di oggetti in oro. Le colonie spagnole nell’America meridionale erano ricche di giacimenti auriferi, già abbondantemente sfruttati dalle popolazioni locali per la realizzazione di manufatti religiosi e cerimoniali di grande bellezza e pregio artistico.

Nel Rinascimento l’oro, la cui improvvisa abbondanza sul mercato europeo provocò una generale inflazione, fu utilizzato anche per la decorazione di preziosi oggetti eseguiti da scultori famosi: esemplare in questo senso la celebre saliera d’oro eseguita da Benvenuto Cellini per il re di Francia Francesco I. Piccole quantità d’oro, ricavate con ogni probabilità da miniere locali, vennero usate in Cina, soprattutto per eseguire lavori di intarsio, nel tardo periodo Zhou(V-III secolo a.C.). Durante il regno della dinastia Han(III secolo d.C.) la lavorazione di questo metallo raggiunse risultati molto interessanti: entrò in voga la granulazione, appresa da modelli occidentali, e gli oggetti cominciarono a essere fusi a cera persa. Caratteristici del regno della dinastia Ming furono invece ornamenti per acconciature e tiare, realizzati a traforo e spesso impreziositi da filigrane e monili.

Argento

Nell’antica regione del Ponto l’argento veniva ricavato, in quantità piuttosto modeste, mediante l’affinazione della galena, sottoposta a riscaldamento prolungato. Già nel III millennio a.C. l’estrazione di questo metallo rappresentava una tecnica ormai abituale. Presso i sumeri e le popolazioni che si succedettero in Mesopotamia l’argento era destinato alle classi sociali dominanti. Nel II millennio, tuttavia, si affermò tra i mercanti l’uso di piccoli blocchi d’argento come pesi-campione di valore prefissato; fu il primo passo verso il successivo conio delle monete. L’argento rimase un metallo riservato alla nobiltà fino a quando, nella Roma repubblicana, divenne ampiamente disponibile, trasformandosi in una merce di scambio e diffondendosi anche tra i ceti meno abbienti.

Nell’Europa medievale l’argento venne utilizzato soprattutto nella produzione di vasellame. I principali giacimenti si trovavano in Austria e in Germania; dopo il 1550 l’Occidente iniziò ad avvantaggiarsi anche delle miniere spagnole nell’America meridionale, che fornivano notevoli quantità di argento.

In Cina, durante il regno della dinastia Tang, furono prodotti tazze, ciotole e piatti d’argento, spesso arricchiti da incisioni o eleganti decorazioni a foglia d’oro.

 

 

 

 

Platino

Puro
I gioielli in platino sono generalmente puri al 95%. A confronto l'oro a 18 carati è puro al 75%. Nessun metallo in gioielleria è completamente puro e tutti hanno una lega, cioè una miscela di altri metalli. Il platino ha poche leghe, per questo è così puro che non cambia aspetto o colore e mantiene la propria brillantezza per anni. La pura e bianca luminosità del platino riflette in maniera ideale la bellezza dei diamanti, assicura la miglior tenuta per le pietre preziose ed è un perfetto complemento all'oro giallo. La purezza del platino è inoltre ideale per la pelle perché, al contrario di alcune leghe presenti in altri metalli, non causa alcuna reazione allergica.

Raro
Il platino è 30 volte più raro dell'oro e si trova in pochissimi giacimenti al mondo, soprattutto in Sud Africa e Russia e, in quantità molto minori in Zimbabwe, Canada e Sud America. Ogni anno circa 90 tonnellate di platino vengono trasformate in gioielli, a confronto delle 2.700 tonnellate d'oro. Occorrono 8 settimane e 10 tonnellate di roccia per produrre una singola oncia (31,1 grammi) di platino, mentre si estraggono solo cinque tonnellate per ottenere la stessa quantità d'oro. Inoltre le miniere di platino sono molto meno numerose. Il rapporto con le miniere d'oro è di 10 a 1.

Eterno
La densità e il peso specifico del platino lo rendono più duraturo di altri metalli. Un cubo di 15 cm di platino pesa 75 Kg, più o meno il peso di una persona. Il platino è inoltre resistente al calore e agli acidi e ha un punto di fusione molto elevato: 1.768°C. Il platino non si consuma e offre garanzie superiori di sicurezza per l'incastonatura delle pietre preziose. Alcune delle gemme più preziose del mondo sono incastonate in platino, come il famoso diamante Koh-i-Noor, che fa parte dei gioielli della Corona inglese. Tutti i metalli preziosi si segnano e il platino non fa eccezione. Tuttavia, mentre l'oro si segna per dispersione e col tempo si consuma e riduce parzialmente il suo volume, il platino si segna per compressione e non perde assolutamente peso. Quando compaiono dei segni evidenti su una superficie di platino, un gioielliere qualificato può provvedere alla lucidatura.

Versatile
Oltre alla resistenza e alla densità, il platino ha un'altra considerevole caratteristica - la duttilità. Il platino è così duttile che con un grammo di metallo si può produrre un filo lungo quasi 2 Km. Questa qualità, abbinata alla sua durezza, ha permesso ai gioiellieri di utilizzare il platino per creare dei pezzi e delle lavorazioni straordinarie che non avrebbero potuto essere realizzate con altri metalli preziosi.

 

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