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I motori a
scoppio, per la loro potenza e leggerezza, sono ancora oggi i propulsori più
efficaci per i mezzi di trasporto su strada. Sono motori a combustione
interna, poichè la combustione avviene direttamente all'interno del
cilindro, nella camera di scoppio, e ciò permette di eliminare il peso e
l'ingombro della caldaia, indispensabile invece nei motori a vapore.
IL MOTORE A SCOPPIO A QUATTRO TEMPI
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Il motore a
scoppio è formato da un monoblocco nel quale sono ricavati i cilindri, all'
interno di ogni cilindro si trova un pistone che durante il funzionamento
scorre dall' alto verso il basso e viceversa; ogni pistone è collegato all'
albero motore tramite un' asta chiamata biella.
L' albero
motore è un asse formato da tante manovelle quanti sono i cilindri e
trasforma il moto rettilineo dei pistoni in moto rotatorio;
Il volano
è un disco di notevole peso posizionato tra il monoblocco e la frizione,
esso permette all' albero motore di mantenere una rotazione uniforme. Sul
volano è ricavata una corona dentata che ingrana con il pignone del motorino
di avviamento;
Il pistone
ha una forma cilindrica ed è leggermente più piccolo del foro del cilindro,
altrimenti a causa del calore provocato dallo scoppio della miscela si
bloccherebbe nelle pareti del cilindro (fenomeno del grippaggio);
Valvole:
in corrispondenza di ogni camera di scoppio sono sistemate due valvole:
la valvola di aspirazione mette in comunicazione il cilindro con il
carburatore nel momento dell'aspirazione, e la valvola di scarico che apre
un foro per far uscire i gas bruciati.
Fasce elastiche: sono anelli di ghisa montati
nelle apposite scanalature ricavate attorno al pistone. Il loro compito è di
eliminare il gioco tra pistone e cilindro e garantire una buona tenuta di
compressione. In ogni pistone è montata una particolare fascia elastica
detta raschiaolio, munita di feritoie che ha il compito di riportare nella
coppa l'olio in esuberanza. Quando le fasce elastiche sono consumate
diminuisce il rendimento del motore e aumenta il consumo di olio.
Biella: è un'asta che collega l'albero motore a
ciascun pistone.
Bronzina: nel basamento che sorregge l'albero
motore e nell'interno della testa della biella sono sistemati dei gusci
semicilindrici di metallo antifrizione, una lega di stagno, piombo e
antimonio che fonde a circa 250°-300° qualora non circoli più olio
lubrificante.
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FUNZIONAMENTO DEL MOTORE A SCOPPIO A
QUATTRO TEMPI
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1° tempo:
aspirazione. Il pistone scende, la valvola di aspirazione si apre e quella
di scarico resta chiusa; nella camera di scoppio si produce una depressione
che aspira la miscela aria-benzina nebulizzata prodotta da un apposito
dispositivo, il carburatore(16 parti di aria per 1 parte di benzina);
2° tempo:
compressione. Il pistone risale mentre le 2 valvole vengono chiuse: la
miscela si comprime e si riscalda;
3°tempo:
scoppio ed espansione. Una scintilla prodotta dalla candela fa esplodere la
miscela: la benzina brucia istantaneamente combinandosi con l’ossigeno della
miscela; lo scoppio provoca una violenta espansione dei gas combusti che
spinge il pistone verso il basso, entrambe le valvole sono sempre chiuse,
4° tempo:
scarico. Il pistone risale: la valvola di scarico si apre e quella di
aspirazione resta chiusa. In questo modo i gas bruciati vengono espulsi
all’esterno.
Il ciclo di
funzionamento si compie in due giri dell’ albero motore.
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Per Avviare il Motore,
girare la chiave |
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1)
Aspirazione |
2)
Compressione |
3) Scoppio
ed espansione |
4) Scarico |
IL MOTORE A SCOPPIO A DUE TEMPI
Il motore a due tempi funziona, come quello
a quattro tempi, attraverso lo scoppio della miscela, ma si differenzia
perché mancano gli organi di distribuzione (cinghia di distribuzione)e di
lubrificazione (impianto dell’ olio); il ciclo di funzionamento si compie ad
ogni giro dell’ albero motore e in sole due corse del pistone.
Questo motore non ha valvole, al loro posto
il cilindro presenta 3 luci: una luce (S) per lo scarico del gas combusto,
una luce (C) che mette in comunicazione il carburatore con il carter del
motore e una luce (M) che permette alla miscela di passare dal carter al
cilindro. Il cilindro presenta un particolare profilo chiamato deflettore.
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Durante la fase di
scoppio il pistone viene spinto in basso, scoprendo la luce di scarico (S)
dalla quale il gas combusto esce spontaneamente; subito dopo si scopre la
luce (M) dalla quale la miscela passa dal carter al cilindro per la
pressione esercitata dal pistone. Il deflettore evita che la miscela si
mescoli con i gas di scarico che stanno uscendo. La miscela, entrando nel
cilindro esercita una certa pressione, che favorisce l’ espulsione dei gas
bruciati. Dal punto morto inferiore il pistone risale e, dopo aver chiuso
con le sue pareti le luci (S) ed (M) inizia la compressione. Dopo un certo
tratto di corsa, il pistone scopre la luce (C) attraverso la quale la
miscela proveniente dal carburatore entra nel carter perché richiamata dalla
depressione che crea il pistone mentre sale. |
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