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I LIMITI DEL MOTORE A SCOPPIO

I motori a scoppio, benzina o Diesel, sono ancora insuperati nella produzione dei mezzi di trasporto su strada. Però l’energia termica della combustione produce inizialmente un moto alternativo, quello del pistone nel cilindro, che va trasformato in moto rotatorio ricorrendo al sistema biella-manovella, con una consistente perdita di energia a causa degli attriti. Se fosse possibile trasformare immediatamente l’energia termica in moto rotatorio si otterrebbero due vantaggi: un ulteriore incremento del rendimento e la diminuzione del peso del motore, poiché verrebbero eliminate le bielle e i congegni meccanici collegati. Potenza e leggerezza realizzerebbero così un motore adatto alla propulsione aerea.

LE TURBINE: L'ENERGIA TERMICA TRASFORMATA IN MOTO ROTATORIO

Motori con le caratteristiche meccaniche sopra descritte erano già conosciuti verso la fine del secolo scorso: si tratta delle turbine a vapore, il cui primo esemplare, collegato ad un alternatore per la produzione di energia elettrica, venne sperimentato fin dal 1887. Nelle turbine a vapore però, l’energia termica, sotto forma di vapore surriscaldato, viene prodotta all’esterno del motore, in pesanti e voluminose caldaie. Per poter realizzare un motore potente compatto e leggero, è necessario che l’energia termica si sviluppi all’interno della turbina, e non fuori. In altre parole occorre che la turbina sia messa in rotazione direttamente dalla forza dei gas sviluppati da una combustione interna, come nel caso dei motori a scoppio. Questo motore è la turbina a gas

    

 

LA TURBINA A GAS APPLICATA ALLA PROPULSIONE AEREA

Le prime turbine a combustione interna furono realizzate negli Stati Uniti negli anni venti. La loro applicazione nella propulsione aerea, come motori turbogetti, determinò la supremazia del trasporto aereo sulle lunghe distanze. Ma come è fatto un turbogetto?

IL TURBOGETTO è un motore che richiede una tecnologia metallurgica molto sofisticata, poiché deve sopportare temperature elevatissime. La sua realizzazione è dunque complessa, ma il suo funzionamento è semplice. Un turbogetto è una specie di grosso cilindro; l’aria che entra dalla presa anteriore passa nella camera si combustione fortemente compressa, quindi riscaldata, da un compressore. Qui viene iniettato il carburante (cherosene) che, a contatto con l’ aria surriscaldata, si incendia spontaneamente sviluppando un’enorme quantità di gas. Questi uscendo colpiscono le pale del rotore della turbina, fornendo così al velivolo una spinta in avanti per reazione. Questo motore è detto anche Turboreattore.

 

 

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