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Il 900: l'abbigliamento degli scolari
Fino agli anni trenta sia quelli della
scuola di città sia quelli delle scuole rurali, non indossavano una divisa,
ma si vestivano con gli abiti che usavano per casa.
Nell'ora di ginnastica, invece, le ragazze portavano tutte grembiuli bianchi
che, ovviamente saranno stati scomodi ed avranno limitato moltissimo i
movimenti.
Come si vede nella foto, le bambine indossavano una divisa costituita da una
gonna scura e da una maglia bianca, calzavano normali scarpe. Anche questo
abbigliamento sarà stato scomodo per la ginnastica.

Dagli anni trenta agli anni sessanta non
si notano grandi differenze nella divisa scolastica. I ragazzi indossano
grembiuli bianchi con fiocco blu, o nero con fiocco bianco. I colletti sono
bianchi e rotondi. La maggioranza delle bambine raccoglie i capelli con
nastri e porta calzettoni o calzini corti.

Per le mamme, la scuola era la prima
esibizione pubblica dei figlioli. Se appartenevano alla piccola borghesia,
ci tenevano a dimostrarlo, imponevano ai ragazzini l'abito bello, pulito,
ben stirato, e perchè non si insudiciasse durante la ricreazione, o per la
strada esigevano che indossassero anche il grembiule.
L'ultima parola sulla tenuta scolastica
toccava notoriamente ai direttori d'Istituto ma essi furono sempre più
tolleranti di certe madri. Di fatto, solo nelle scuole cittadine, il
grembiule divenne la regola, nelle elementari il grembiule dei maschi poteva
essere nero o bianco a righe blu, con il ficco azzurro. Quello delle femmine
bianco a righe rosa, con il fiocco rosa, bianco.
I maschi si ribellavano perchè il
grembiule battendo sulle ginocchia nude assomigliava troppo ad una gonna,
soprattutto se portata sotto la mantellina o il cappotto più corto. Agli
occhi dei maschi l'unico vantaggio del grembiule era nelle striscioline
orizzontali cucite sulla manica destra che indicavano la classe:
dalla terza in su le striscioline diventavano numeri romani. Sembravano
gradi militari e uno scolaro di terza o quarta godeva di qualche ascendente
e persino di diritti protettivi sulle bambine più piccole.
Qualcuno di loro ebbe l'idea risolutiva:
cominciò a infilare il grembiule, nei pantaloni così da farlo sembrare una
camicia blu, meglio se nera. Il fiocco azzurro, così squallidamente
infantile, con un po' di fantasia si poteva sciogliere e guarnire con un
medaglione dell'Opera Nazionale Balilla raffigurante il Duce, l'insieme
sembrava alla fine una vera divisa.
L'autentica onta era il colletto bianco
applicabile,: ricordava vergognosamente il bavaglino e talvolta per pura
perfidia le madri arrivavano a ricamarlo con fiorellini.
Finite le lezioni coloro che infilavano
il grembiule nei pantaloncini nascondevano il colletto in tasca: rimaneva
l'insidia dei lembi dei pantaloncini. Qualcuno sogghignava "perdi la
sottoveste!" ed era finita.

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