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PROCEDIMENTI DI PRODUZIONE E LAVORAZIONE DEL VETRO
La materia prima: la sabbia Il vetro si ricava dalla silice, materia diffusissimo nella crosta terrestre sotto svariate forme: la materia prima più diffusa è la comune sabbia, preferibile di fiume, silicea o quarzosa, lavata e vagliata. Alla sabbia si aggiungono numerosi prodotti fondenti sotto forma di ossidi e carbonati di calcio, di sodio, bario e magnesio, per favorire la fusione nel forno. Poiché il vetro si può recuperare, per la sua fabbricazione si usano anche grandi qualità di rottami raccolti e selezionati in base al colore: questi vengono frantumati e immagazzinati in sili, pronti per l’uso. Anche l’argilla e gli scarti dei prodotti ceramici forniscono materia prima per fabbricare il vetro. Il forno di fusione I vari materiali devono avere ridotte dimensioni granulometriche, che non superino gli 0.5 mm: dosati nelle giuste produzione vengono convogliate al forno di fusione. Questo può essere a forma di parallelepipedo interrato (forno a bacino) o di grossa vasca (forno a crogiolo). Le pareti del forno sono rivestite di mattoni refrattari, capaci cioè di resistere a notevoli temperature. Il combustibile usato è di solito il metano, che consente di arrivare a temperature intorno ai 500°C. Per controllare costantemente il processo vengono installati monitor di controllo all’interno del forno stesso. Le reazioni chimiche durante la fusione Durante il riscaldamento l’ impasto prende l’umidità e in vesso si verificano alcune reazioni chimiche che permettono ai carbonati e agli ossidi di legassi chimicamente alla silice; la presenza di fondenti permette di ottenere lo stato liquido gia alla temperatura di circa 800°C, contribuendo cosi s una notevole risparmio energetico. Il liquido ottenuto possiede elevata viscosità ma è ancora saturo di gas per eliminare il quale bisogna innalzare la temperatura fino a 1200°C. Dopo aver ottenuto la pasta vetrosa, la si lascia raffreddare gradualmente: durante il raffreddare il vetro si può lavorare per ottenere i manufatti richiesti. I tipi di lavorazione La lavorazione può avvenire per laminazione (da cui si ottengono le lastre), per soffiatura (adatta per bottiglie e oggetti vari), per stampaggio (usato per bicchieri, vasi e posacenere) e per filatura (da cui si ottengono fibre di vetro). Al termine di qualunque tipo di lavorazione gli oggetti vengono fatti raffreddare lentamente, in modo che si stabilisca un equilibrio fra la temperature interna ed esterne e non si corrono rischi di frantumazione dei prodotti. Come nasce una bottiglia Vetro significa anche produzione in grandi serie di contenitori per alimenti e altri prodotti. Il procedimento è eseguito da macchine che possono produrre milioni di pezzi al giorno con le stesse qualità di trasparenza. Per fabbricare una bottiglia si procede nel seguente modo. La materia prima:si parte da un rottame di vetro, proveniente dalla campana di raccolta, che viene accatastato nel piazzale di raccolta della vetraria. Qui troviamo posto anche le altre materie prime, sabbia e soda; la miscelazione: dopo lo stoccaggio in grandi sili i materiali vengono prelevati in opportune dosi e trasportati, sui tappeti mobili, ove si provvede a miscelare le materie prime secondo le ricette n necessarie per la produzione del giorno; il forno di fusione: la miscela viene poi avviata al forno, dove è sottoposta a un calore costante di 155°C, diventando liquida. La goccia di vetro si purifica dalle scorie e passa poi nelle foggiatrice; la foggiatura: la foggiatrice è una macchina a comando elettronico e ad altissima produttività; riproduce meccanicamente il lavoro del maestro vetraio, soffiando l’aria nello stampo e formando la bottiglia, prima abbozzata e poi definita; il forno di ricottura: all’uscita dalla foggiatrice la bottiglia, ancora incandescente, viene avviata al forno di ricottura, per evitare il brusco contatto con la temperatura ambiente; i trattamenti superficiali: da forno di ricottura si passa a una serie di trattamenti superficiali di protezione e al controllo di qualità: ogni bottiglia viene verificata da una serie di macchine velocissime. Le bottiglie con imboccatura imperfetta, con microfratture o altri difetti, e eventualmente scartate e tornano al forno come materiale di fusione; l’imballaggio e la spedizione: le bottiglie idonee vengono composte su pallet e imballate, eventualmente completate con il cappuccio in plastica e infine caricate su camion pronti a raggiungere i centri di imbottigliamento.
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