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CENNI STORICI
La storia del vetro è una storia molto antica le cui origini si confondono tra storia e leggenda .
La leggenda dei marinai fenici Una antica leggenda, riportata dallo storico romano Plinio, racconta che un gruppo di marinai fenici accesero un fuoco sulla spiaggia per riscaldarsi dopo una tempesta. Improvvisamente si accorsero, con stupore, che dalla sabbia del mare, a contatto con il calore della fiamma, fluiva una sostanza viscida e trasparente, che raffreddarsi solidificava assumendo svariate forme. In realtà si ritiene che le prime tecniche di vetrificazione siano state introdotte in Mesopotamia, intorno al III millennio a.C. : le tegole d’argilla che ricoprivano le casa dei nobili venivano prodotte da uno strato vetroso in grado di isolare meglio e che formava anche preziosi giochi cromatici sotto i riflessi del sole.
Le antiche tecniche di lavorazione La lavorazione prevedeva un impasto di sabbia e argilla, che veniva introdotto in una fornace ad alta temperatura, in modo da ottenere una miscela allo stato liquido: l’impasto veniva poi versato in appositi stampi che ne determinavano la forma. Si usava anche la tecnica del nucleo friabile, che veniva poi lavorata e molata (levigata).
La tecnica della soffiatura fu scoperta dai Siriani La tecnica della soffiatura fu scoperta dai Siriani intorno al I secolo a.C. , ed è arrivata a noi pressoché invariata. Essa consiste nell’insufflare aria in una canna, alla cui estremità è collocata una certa quantità di impasto fluido ancora caldo. L’abilità del soffiatore nel dosare la quantità d’aria e nel muovere opportunamente la canna consiste di ottenere oggetti straordinari, di forma e dimensione voluta. Esisteva anche la tecnica della soffiatura in stampi che ripetevano le forme dell’oggetto da modellare. Con l’avvento della soffiatura il vetro conobbe una notevole diffusione , in particolare quello “cavo”. Si migliorarono le tecniche di produzione, soprattutto in Siria e in Egitto , introducendo materiali più resistenti per gli stampi e nuove formule di composti base. In epoca romana l’uso del vetro si diffuse ampiamente, non solo per contenitori ma anche per chiudere le finestre.
Le vetrate gotiche Nel medioevo anche il mondo dell’arte cominciò a interessarsi al vetro per le sue doti di trasparenza e luminosità, unite alla possibilità della colorazione : nacquero bellissime vetrate a completamento e decoro delle cattedrali gotiche.
La lavorazione del vetro a Murano Fu però nella laguna veneta, a Murano in particolare, che l’arte vetraria conobbe la sua massima espressione, non Medioevo e soprattutto nel Rinascimento: i segreti di quell’arte, gelosamente custoditi, sono arrivate fino a oggi, producendo una miriade di oggetti in vetro di stupefacente bellezza. Venezia impose la sua arte vetraia in tutta Europa fino intorno al Seicento, quando il gusto si orientò prevalentemente sul massiccio e incolore cristallo.
Il cristallo di Boemia è l’industria vetraria Nella produzione e nella lavorazione del cristallo prevalsero gli artigiani della Boemia e della Slesia, abilissimi nelle tecniche di incisione e molatura. Nel XIX secolo si cominciò a parlare di industria vetraria:accanto alle produzioni artistiche si sviluppò rapidamente anche la lavorazione del vetro per uso tecnico, con produzione di contenitori vari e lastre per serramenti. Nel 1881 sorse a Jena, in Germania, il primo laboratorio scientifico sul vetro e si cominciò a produrre vetro per ottica. È proprio in questi usi tecnici che il vetro si è rivelato materiale per certi versi insostituibile. Vediamo quali sono i principali componenti del vetro e come questi vengono assemblati per produrre oggetti finiti.
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